Filosofia · Calcio · Formazione

Critica della
ragion rotonda.

La formazione di Kant

Che cosa succede quando portiamo Kant a bordo campo? Cambia il nostro modo di guardare il gioco. E, soprattutto, chi gioca.

Copertina di Critica della ragion rotonda, di Luigi Fulignot: titolo nero e rosso, su fondo avorio, sopra un pallone vissuto.
Un altro sguardo sul gioco, sulla crescita, su di noi.
Un incontro tra pensiero e campoLa formazione di Kant
01 / L’idea

Prima di cambiare
il gioco, cambiamo
lo sguardo.

Un bambino corre nel posto sbagliato. Noi vediamo un errore. Ma abbiamo davvero capito che cosa ha visto lui?

La filosofia di Kant ci invita a interrogarci sulle condizioni e sui limiti della nostra conoscenza. Questo libro raccoglie l’invito e lo porta nel calcio giovanile: quanto del ragazzo che osserviamo dipende dalle nostre aspettative, dalle nostre abitudini, dalla nostra idea di giocatore?

Il parallelismo diventa una rivoluzione del punto di vista. Proviamo a far ruotare l’allenamento intorno al ragazzo: ai suoi tempi, al suo corpo, alle sue possibilità. E impariamo a riconoscere gli occhiali con cui lo guardiamo.

Kant offre l’architettura del viaggio. Il campo mette alla prova le nostre risposte.

Al centro del campo c’è un ragazzo.
Al centro del nostro pensiero,
dovrebbe esserci anche lui.

Il filo che attraversa il libro
02 / Il percorso

La filosofia si mette
le scarpe da calcio.

Dall’architettura della Critica della ragion pura alle scelte di un martedì d’allenamento.

I.
L’estetica · Spazio e tempo

Dove guardiamo.
Quando chiediamo.

Lo spazio in cui un ragazzo gioca e il tempo di cui ha bisogno cambiano ciò che possiamo osservare. Crescere ha ritmi che il calendario delle partite fatica a contenere.

II.
L’analitica · I tre fili

Talento, disciplina,
motivazione.

Tre fili con cui leggere la formazione. Il loro equilibrio si trasforma con l’età, il ruolo e il momento. Allenare significa accorgersi di queste tensioni e scegliere con cura.

III.
La dialettica · I nostri inganni

Il risultato.
E quello che nasconde.

Una vittoria può confermare troppo in fretta le nostre convinzioni. Interrogare i nostri giudizi ci aiuta a distinguere ciò che accade da ciò che ci piace raccontarci.

03 / Dal pensiero al metodo

Quattro domande.
Un campo aperto.
Ogni settimana.

Le domande di Kant diventano le nostre. Ci accompagnano nelle scelte, negli errori e nella responsabilità di aiutare qualcuno a crescere.

Apriamo una domanda. Portiamola al prossimo allenamento.

01Che cosa possiamo sapere?

Separiamo quello che abbiamo osservato da quello che abbiamo interpretato. Un ragazzo è sempre più grande della valutazione che ne facciamo.

02Che cosa dobbiamo fare?

Prendiamo sul serio gli effetti delle nostre scelte. Diamo spazio all’errore: imparando si sbaglia. E torniamo alla prossima palla, quella su cui possiamo ancora agire.

03Che cosa ci è lecito sperare?

Accompagniamo una crescita che procede anche a scatti, con pause e svolte imprevedibili. Lasciamo al futuro del ragazzo lo spazio per sorprenderci.

04Che cosa siamo?

Siamo persone che aiutano altre persone a crescere. Nel gioco incontriamo gli altri, scopriamo i nostri limiti e conserviamo la possibilità di imparare anche noi.

Per chi accompagna la crescita

Il campo finisce.
Le domande continuano.

Per gli allenatori, per gli educatori, per i genitori. Per chi, davanti a un ragazzo e a un pallone, sente che c’è molto più di una partita da capire.

Comincia dal prepartita →
Dal libro / Prepartita

Chi gira intorno a chi

Allora.
Facciamo che è martedì.
Facciamo che è novembre.

«Ecco. Questo libro parte da lì. Da quella corsa convinta verso il posto sbagliato.

Perché il problema, quella sera, non era il bambino. Il problema era che l’allenatore pensava di vedere un bambino, e invece vedeva un bambino dentro la sua idea di calcio. Che è una cosa molto diversa. Sembra una sottigliezza. Non lo è. È tutto.»

Breve estratto dal Prepartita. Apertura abbreviata.